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Origini del Fantasy

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Origini del Fantasy

Messaggio Da XSync il Lun Apr 26, 2010 7:38 pm

Fantasy è un termine, mutuato dalla lingua inglese, con il quale si indica un genere letterario, nato nell'ottocento, i cui elementi dominanti sono il mito e la fiaba. Dalla letteratura il fantasy si è presto esteso agli altri mass media, anzitutto il cinema, quindi i fumetti e la televisione. Inoltre la radio, i giochi di ruolo e i videogiochi. Nelle arti figurative è rappresentata soprattutto dall'illustrazione fantasy legata al mercato editoriale.
Al contrario della narrativa fantastica tout court, che affronta l'intrusione vera o supposta dell'elemento fantastico nella nostra realtà, il fantasy descrive mondi o dimensioni immaginarie completamente avulse dal nostro mondo.
Quale genere, il fantasy viene di volta in volta associato o contrapposto sia alla fantascienza che all'horror. Tutti e tre i generi contengono elementi fantastici, con ampi scostamenti dalla realtà (o considerazioni estreme sulla natura della realtà, presente o passata). Vari scrittori e critici anglosassoni preferiscono usare il termine cumulativo di speculative fiction (narrativa speculativa) a causa della sempre più frequente contaminazione tra i generi.

La letteratura fantasy molto spesso parla di magia, coraggiosi cavalieri, damigelle in pericolo, creature mitologiche e avventure. Come tale ha una lunga storia e nasce, ovviamente, dal mito: la mitologia classica, greca e romana (famosi esempi sono l'Iliade e l'Odissea di Omero); la mitologia mesopotamica come l'epopea di Gilgamesh; le saghe epiche medievali e i testi di mitologia scandinava, quali Edda di Snorri, Edda Poetica e Beowulf e le raccolte dei miti celtici come il Mabinogion. Posto altrettanto importante ebbero i cicli romanzi normanni e francesi come il ciclo bretone o arturiano (re Artù e i cavalieri della tavola rotonda), specialmente ad opera di autori quali Chretien de Troyes e Wolfram von Eschenbach.
Al ciclo arturiano e carolingio si ispirarono le epopee letterarie del Cinquecento italiano come l' Orlando furioso (1516) di Ludovico Ariosto e Gerusalemme liberata (1559) di Torquato Tasso ma prima di esse anche la tradizione dei poemi cavallereschi tra i quali è da citare l'Orlando Innamorato (1495) di Matteo Maria Boiardo.
Il XIX secolo vede la nascita della letteratura fantasy contemporanea, che deve tutto al romanticismo europeo ed al rifiuto del razionalismo e della modernità.
In questo stesso periodo (tra Ottocento e Novecento) nasce il fantasy per l'infanzia, che muove i primi passi dalla fiaba popolare, ma più rapportandosi pro o contro la pedagogia del tempo che per rivolta antimodernista. Tra gli esempi sgargianti di questo periodo ci sono i capolavori Il meraviglioso mago di Oz di Lyman Frank Baum o le avventure di Peter Pan di James Matthew Barrie. Da ricordare in Italia, ovviamente, Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino di Carlo Collodi.
Alle due sponde dell'Atlantico si genera un ritorno al mito e si celebra la forza del simbolo.
Nell'Inghilterra in preda alla Rivoluzione industriale ed ad una fede nell'efficienza e nella modernità, nasce in risposta polemica un movimento che celebra la società medievale corporativa come risposta "a misura d'uomo" rispetto al caos modernista in cui l'uomo cade succube della macchina.
Ispirato dal filosofo John Ruskin, il neogotico ha come protagonisti artisti del movimento dei Preraffaelliti, nonché uno dei maggiori scrittori ed architetti dell'Ottocento, William Morris. Nel celebrare la vita medievale, Morris scrive, tra gli altri, due romanzi fondamentali per lo sviluppo del fantasy ad ambientazione medievale: The House of the Wolfings e The Roots of the Mountains.
Altro esponente fondamentale fu lo scrittore e drammaturgo irlandese Lord Dunsany, che incoraggiato da William Butler Yeats scrisse molte opere ad ambientazione fantasy come The Gods of Pegana (prima creazione contemporanea di mondi con mitologie e cosmogonie definite) e The King of Elfland's Daughter (dove vediamo, in embrione, gli elfi che attraverso Tolkien faranno parte dell'immaginario fantastico di oggi).
Da Lord Dunsany dei Gods of Pegana e da Edgar Allan Poe fu ispirato lo statunitense H. P. Lovecraft nella creazione dei miti di Cthulhu.
Lovecraft fu il portabandiera di tutta una schiera di scrittori in equilibrio tra il commerciale e il letterario che riempirono per tutta la prima metà del novecento le riviste Pulp americane (Pulp magazine). Tra le pagine di queste riviste vede la luce il personaggio di Conan il Cimmero, protagonista dal 1932 di una serie di racconti e romanzi nati dalla fervida immaginazione dello scrittore statunitense Robert Ervin Howard (che diede vita anche a Kull il conquistatore e Red Sonja) e dei suoi continuatori.
In Europa intanto, nella Oxford che aveva ospitato William Morris, un professore inizia ad inventare le lingue di popoli fantastici: J. R. R. Tolkien, con Lo Hobbit (1936) e Il Signore degli Anelli (1954-1955), porta all'apice la visione contemporanea della letteratura epica medievale, aggiungendovi la propria profonda etica cristiana cattolica di ispirazione agostiniana, Tolkien crea un enorme affresco sul vivere e sull'uomo; sulla libertà di scelta e sull'eroismo degli umili e dei "piccoli".
Quello di Tolkien rimane tuttora il ciclo narrativo più letto in assoluto nel Regno Unito e viene spesso considerato l'antesignano della letteratura High Fantasy.
Il drago Smaug precipita nel lago di Esgaroth, da Lo hobbit di J. R. R. Tolkien. Illustrazione di Zsófia Ziaja

L'opera di Tolkien diventa un punto di riferimento negli anni settanta della sinistra statunitense per la sua difesa della natura rispetto alla massificazione industriale disumanizzante e, contemporaneamente, della destra italiana per il suo recupero del mito e di certe forme della tradizione.
In realtà la difesa della natura contro la "macchina" non è una protesta ecologista tout court, bensì un preciso motivo poetico e morale che colloca l'anima nella natura e il gelido materialismo disumano nell'industria.
A dispetto della superficiale interpretazione simbolica su Tolkien, va detto tuttavia che l'autore non recupera mai il mito come tradizione da perpetrare. Innanzitutto perché spesso svuota il mito dal suo contenuto originario per riempirlo di una sua poetica personale e moderna. In secondo luogo non esiste una vera celebrazione dell'eroe del mito, anzi Tolkien proclama la supremazia degli antieroi, come ad esempio gli hobbit, che scelgono l'eroismo come libero dono di sé per contribuire in modo non-eroico per la causa del bene, laddove le schiere di eroi tradizionali sono virtualmente di contorno ed inutili all'esito finale.
Sulla scorta della popolarità raggiunta dalle opere di Tolkien, il fantasy ha vissuto una sorta di rinascita e molti autori (tra i più popolari Walter Moers, Marion Zimmer Bradley, Terry Brooks e Terry Pratchett) si sono dedicati a questo genere, dando origine ad un vero e proprio filone commerciale, con innumerevoli romanzi ispirati all'universo concepito da Tolkien o comunque attingendo ad analoghe radici mitologiche ed epiche. Su un piano leggermente diverso anche Stephen King ha contribuito al fantasy con il ciclo de La torre nera. Il favore del pubblico è stato confermato anche dal successo cinematografico di Conan il barbaro (1982) interpretato da Arnold Schwarzenegger.
Un discorso a parte merita la poetica fantasy di Neil Gaiman: se il fantasy classico alla Tolkien parla in qualche modo del "crepuscolo del mito" di fronte all'avanzata della modernità, Gaiman nei suoi cicli di romanzi a fumetti e non (Sandman o American Gods), parla di un fantastico mitologico che coabita con la modernità e le sue forme. Gaiman in questo modo spinge il genere fantasy verso nuove frontiere letterarie dandogli nuova linfa.
Dalla seconda metà degli anni novanta in poi la letteratura fantasy ha avuto come target gli adolescenti, tra i quali hanno avuto grande successo la serie di romanzi per adolescenti di Harry Potter, dell'autrice britannica J. K. Rowling, e le Cronache del Mondo Emerso di Licia Troisi ed il Ciclo dell'eredità di Christopher Paolini; per quanto riguarda la frangia più cruda e realistica del filone letterario, va segnalata la saga di successo delle Cronache del ghiaccio e del fuoco dell'americano George Martin, che propone un approccio più maturo al genere

Il fantasy italiano


Questo genere, tipicamente anglosassone ha avuto poca ricettività in Italia, dove, forse anche per l'enorme influenza dell'estetica di Benedetto Croce, è stato eretto un muro tra la letteratura "alta" e quella "di genere" per buona parte del Novecento. Qualche esempio di letteratura ispirata da Poe e Lovecraft c'è stato grazie al movimento della Scapigliatura; tuttavia, il gusto degli adulti italiani ha per lungo tempo rifiutato la letteratura d'evasione fantastica.
Un netto cambiamento è avvenuto con il boom della fantascienza negli anni sessanta e settanta (con pubblicazioni come Urania). Attraverso questa via, molto lentamente, si è sviluppato anche il fantasy, fino ad oggi in cui la scena è dominata da giovani autori con un bagaglio culturale all'insegna dalla cultura pop d'intrattenimento.
Tra i pochi autori che, passando per il racconto popolare, hanno creduto già anni addietro nell'importanza del linguaggio fantastico nella letteratura italiana citiamo Dino Buzzati e Italo Calvino. Uno degli autori più popolari è Valerio Evangelisti. Nella letteratura fantastica per ragazzi si sono distinti Moony Witcher, Licia Troisi, Francesco Falconi e Pierdomenico Baccalario.
Non v'è dubbio che il grande successo internazionale negli anni 2000 di un romanzo, comunque da tempo sulla breccia, come Il Signore degli Anelli e del nuovo fenomeno letterario Harry Potter abbiano risvegliato anche in Italia la passione per il Fantasy (seppur in misura inferiore rispetto ad altre nazioni), specialmente nel campo della narrativa per ragazzi.
Molto attivo, interessante e vivace è il mondo degli autori emergenti del genere, spesso caratterizzato da esperienze di scrittura collettiva che prendono spunto dalle innumerevoli Community Fantasy presenti in rete. Alcuni di essi si limitano a riprodurre gli schemi che altri autori hanno reso famosi, ma altri riescono a coinvolgere per l'originalità delle trovate narrative, per la scorrevolezza nello stile e talvolta anche per un certo spessore narrativo che ha risvolti allegorici che rimandano al vivere quotidiano e/o alla denuncia sociale rivisitata in chiave fantastica.


[ Remake del messaggio originale di carpa ]

[ by Wikipedia. ]



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Il tuo nome su Eghter è conosciutoda , e ci hai visitatol' ultima volta .
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